• MELANOMA CUTANEO

Introduzione

Il melanoma è un tumore maligno che origina dai melanociti, cellule che durante lo sviluppo embriologico migrano nella cute, nell’uvea dell’occhio, nelle meningi e nelle mucose. Nel 90 % dei casi il melanoma si riscontra sulla pelle.

L’incidenza mondiale del melanoma cutaneo è strettamente legata a fattori etnici (come la razza bianca), e sociali (colpisce soprattutto i ceti medio-elevati); per quanto riguarda il nostro paese sono disponibili i dati del registro tumori del Veneto che indicano un’incidenza pari a 8-9 nuovi casi /100.000 abitanti /anno. Il drammatico aumento dell’incidenza del melanoma cutaneo è in parte spiegato dall’effetto dei raggi ultravioletti di tipo B (soprattutto per esposizioni brevi ed intense), in parte dal fenotipo cutaneo (scarsa pigmentazione, elevato numero di nevi cutanei, familiarità) e in parte dall’incremento della diagnosi precoce.

Il tumore più frequentemente progredisce in modo bifasico, con una fase di crescita radiale durante la quale prolifera solo nell’epidermide ed una fase di crescita verticale durante la quale si infiltra nel derma e nel tessuto sottocutaneo. In quest’ultima fase il melanoma è in grado di metastatizzare per via linfatica ed ematica, con frequenza direttamente proporzionale al proprio spessore in millimetri secondo Breslow oppure in gradi secondo Clark).

Opzioni ed indicazioni terapeutiche

La terapia del melanoma cutaneo è essenzialmente chirurgica.
Le strategie diagnostico-terapeutiche variano in relazione alla sede, al tipo e all’ estensione della neoplasia e si avvalgono di varie opzioni chirurgiche.

  • Escissione locale.
  • Ampliamento dell’ escissione. Consiste nell’ampliare l’escissione del tumore primitivo in modo proporzionale all’ estensione locale.
  • Escissione chirurgica con ampio margine. E’ un intervento che trova indicazione nelle recidive locali isolate e nelle metastasi in transito singole, soprattutto in melanomi a basso rischio e con caratteristiche prognostiche favorevoli.
  • Biopsia del linfonodo sentinella. Consiste nella ricerca del primo linfonodo drenante la regione cutanea interessata dal melanoma, che è quello che più precocemente diviene metastatico. La biopsia del linfonodo sentinella è resa possibile dalla linfoscintigrafia preoperatoria, un esame di medicina nucleare che utilizza un radioisotopo marcato con Tecnezio che viene iniettato attorno alla cicatrice della biopsia e trasportato attraverso i vasi linfatici ai linfonodi locali: una sonda gamma-counter intraoperatoria consente di localizzare i linfonodi in cui si è localizzato il radioisotopo. Ci si avvale inoltre dell’iniezione attorno alla lesione di un colorante vitale che rende il linfonodo visibile ad occhio nudo dopo l’incisione cutanea. Qualora il linfonodo sentinella risulti positivo all’esame istologico si pone l’indicazione alla asportazione di tutte le catene linfatiche della regione interessata dalla neoplasia.
  • Svuotamento linfonodale. Questo intervento si effettua ogni qualvolta vi sia una diagnosi certa di interessamento linfonodale della malattia (tramite FNAB, biopsia di linfonodo sentinella…) e consiste nell’asportazione di tutti i linfonodi della regione coinvolta.
  • Perfusione ipertermico-antiblastica (PIA): indicata nelle metastasi in transito multiple. È effettuata in circolazione extracorporea e permette di somministrare alte dosi di farmaco ad un distretto corporeo, mantenendo bassa la tossicità sistemica e potenziando l’effetto grazie all’uso del calore.
  • Perfusione antiblastica d’arto con tecnica dello stop-flow: indicata nelle metastasi in transito multiple non trattabili con PIA. Permette di somministrare alte dosi di farmaco ad un distretto corporeo, mantenendo bassa la tossicità sistemica e potenziando l’effetto grazie all’uso dell’ipossia e dell’acidosi.

Gruppo di Lavoro

<center><strong>Nitti Donato</strong></center>

Nitti Donato

Professore Ordinario - Direttore
<center><strong>Foletto Mirto</strong></center>

Foletto Mirto

Dirigente Medico
<center><strong>Marchet Alberto</strong></center>

Marchet Alberto

Dirigente Medico
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